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In questi ultimi mesi, a causa della minore disponibilità economica, le spese per l’acquisto degli alimenti hanno subito una contrazione anche se i costi non hanno subito aumenti consistenti. L’approvvigionamento delle merci, soprattutto da parte della grande distribuzione, avviene mediante contratti stipulati con i produttori per periodi abbastanza lunghi. Questo meccanismo consente alle aziende alimentari di programmare la produzione con la certezza di non avere rimanenze e, nello stesso tempo, agli esercizi commerciali di ottenere le merci a prezzi vantaggiosi. La situazione può essere diversa nei piccoli negozi dove gli ordinativi vengono fatti man mano che le scorte si esauriscono e quindi vengono rifornite dai grossisti. |
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La regola principe per gustare un buon gelato è mangiarlo quando, dopo essere stato mantecato, viene esposto nel banco frigorifero. La pasta risulta morbida perché la metà dei liquidi deve ancora ghiacciare, e la temperatura all’interno oscilla tra - 8°C e -10C° creando una sorta di effetto vellutato. L’effetto dura 7-8 ore, perché nel banco frigorifero il termometro varia da -14°C a -15°C e in queste condizioni si completa la formazione dei cristalli di ghiaccio, e il gelato perde l’aspetto morbido e diventa un po’ duro.
Per mantenere più a lungo l’aspetto vellutato, gli artigiani usano pastorizzatori in grado di emulsionare, mantecatrici veloci e abbattitori di temperatura che raffreddano il gelato rapidamente riducendo così la dimensione dei cristalli di ghiaccio. Purtroppo quando il gelato avanzato viene conservato in freezer e ripresentato il giorno dopo l’aspetto vellutato non c’è più e il cono risulta meno voluminoso e più compatto.
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La società proprietaria di supermercato ricorreva al Giudice di Pace proponendo opposizione avverso un’ordinanza ingiunzione emessa dal Comune di Vasto. In particolare la Polizia Municipale aveva accertato che nel supermercato in questione erano stati posti in vendita degli alimenti senza indicazione della data di scadenza, o del termine minimo di conservazione.
Il Giudice di Pace, a conferma dell’ordinanza del Comune, rilevava la violazione dell’art. 16 del D. Lgs. n. 109 del 1992, delle direttive n. 79/112/CEE, n. 89/395/CEE, n. 89/396/CEE, n. 2000/13/CEE, n. 2007/45/CE, nonché il Regolamento UE 1169/2011. Col D. Lgs. n. 109 del 1992 il legislatore italiano ha attuato le direttive comunitarie n. 89/395 e n. 89/396, in tema di l’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari.
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L’acquisto degli alimenti è una necessità per tutti e per essere sicuri di non andare incontro a brutte sorprese, è necessario seguire la regola fondamentale di rivolgersi esclusivamente da rivenditori, siano essi ambulanti o la grande distribuzione, che abbiano una regolare licenza rilasciata dalle Autorità Pubbliche. La “licenza” garantisce che c’è stato un controllo preliminare sulla serietà del rivenditore, che le strutture di rivendita sono in buone condizioni igieniche e che vengono seguite delle procedure di vendita idonee a garantire la salubrità degli alimenti. Inoltre esiste un sistema di vigilanza che assicura il rispetto costante delle regole.
Un’altra regola importante, indipendentemente dalle questioni fiscali, è quella di farsi rilasciare uno scontrino che in definitiva rimane l’unica garanzia in caso di controversie che dovessero sorgere con i rivenditori per qualsiasi anomalia che dovesse essere accertata dopo gli acquisti. Queste anomalie sono prevalentemente di tipo merceologico, ma alle volte possono avere anche risvolti igienico sanitari. Per evitare pericoli in questi casi i consumatori sono costretti a buttare via quello che hanno acquistato con un evidente danno economico. Le “anomalie” che più di frequente si presentano sono:
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La bella stagione è alle porte: voglia di mare, di caldo, di estate. Voglia di riporre finalmente maglioni e cappotti negli armadi e di sdraiarsi al sole a prendere la tintarella. Poi però ci si guarda allo specchio, i piccoli inestetismi che avevamo ben nascosto durante l’inverno ci sembrano un ostacolo insormontabile e l’idea di indossare un costume quasi ci terrorizza.
E allora la prima idea che viene in mente è quella di mettersi a dieta, ma se i più saggi decidono di rivolgersi ad esperti nel settore, i più scelgono imprudentemente la strada del “fai da te”. Del resto, di questi tempi basta fermarsi in un’edicola per trovare tantissime riviste sulle cui copertine sono pubblicizzate miracolose cure dimagranti (del tipo: «perdi 5 kg in 30 giorni!»), enfatizzate da foto di ragazze dal fisico invidiabile. E anche il web non si fa certo trovare impreparato all’appello del “magro e subito”: i siti Internet sono pieni di consigli su come perdere peso in pochissimo tempo. |
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