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In caso di incidente anche la sosta forzata dell'auto presso il carrozziere deve essere risarcita. E' quanto ricorda la Corte di Cassazione spiegando che lasciare un'auto inutilizzata è comunque fonte di costi per il proprietario (tassa di circolazione, premio di assicurazione) e c'è anche da considerare che nel tempo il mezzo subisce anche un naturale deprezzamento di valore. Sulla base di questa motivazione la corte ha dato ragione a un automobilista che aveva chiesto di essere risarcito dei danni per il "fermo tecnico" della sua auto che era rimasta forzatamente in sosta dopo un incidente provocato da un altro automobilista. |
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Ci risiamo. I cittadini del Sud Italia, nonostante siano alla guida più virtuosi, continuano a pagare tariffe rc auto più elevate. Non sono bastate una petizione popolare, tra l’altro giunta fino alla scrivania di Erminia Mazzoni, presidente della Commissione Europea per le petizioni, e l’apertura di un’istruttoria dell’Isvap nei confronti di 8 compagnie assicuratrici sospettate di aver eluso l’obbligo a contrarre previsto dalla legge sull’Rc auto. Le nuove rilevazioni giungono da SuperMoney: secondo lo studio negli ultimi 5 anni i guidatori residenti al Sud hanno fatto meno incidenti di quelli di Nord e Centro. |
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Una banca assicura i clienti per i casi di morte o invalidità permanente. Il contratto prevede che la somma assicurata sia pari al saldo in linea capitale e interessi risultante dalle evidenze contabili del contraente al giorno precedente a quello in cui si è verificato l’infortunio e che l’ammontare dell’indennizzo è pari alla somma assicurata, con il massimo di 50 milioni di lire per ogni rapporto, importo raddoppiato nel caso in cui risultino in essere più rapporti intestati alla medesima persona. La banca sostiene che la clausola sia vessatoria. Una volta deceduto un cliente però, la banca non riceve l’indennizzo e, agendo in giudizio per ottenerlo, ne approfitta per contestare la clausola che pone il limite quantitativo massimo all’indennizzo sostenendone la vessatorietà. Il Tribunale prima, e la Corte d’appello poi, riconosco il diritto della banca a ricevere l’indennizzo, ma escludono la natura vessatoria della clausola contestata. La banca insiste e ricorre in Cassazione. |
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La pratica è seguita da diverse compagnie: applicano tariffe differenziate per nazionalità alle polizze assicurative RC auto, che dunque diventano più care per cittadini comunitari ed extracomunitari considerati più “rischiosi”. Ma la Commissione europea dice no: si tratta di un comportamento discriminatorio, contrario al diritto dell’Unione. La risposta a un esposto dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione).Prevedere un requisito di cittadinanza nella definizione dei premi assicurativi “può rappresentare una restrizione discriminatoria della libertà di fruire di un servizio che non appare giustificata, poiché la cittadinanza non ha (a differenza dell’esperienza di guida, ad esempio) un impatto sulla capacità di guida degli utenti e, quindi, non costituisce un fattore da prendere in considerazione nel calcolo dei premi assicurativi”. |
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Alcune compagnie assicurative applicano tariffe differenziate per nazionalità nelle polizze assicurative RCauto, che diventano più care per cittadini comunitari ed extracomunitari considerati più “rischiosi”. La richiesta di applicare tariffe indipendenti dalla cittadinanza è al centro di una raccomandazione apposita emanata a gennaio dall’UNAR (Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali), mentre un esposto presentato dalle associazioni ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e Avvocati per Niente ONLUS nei confronti di due compagnie assicurative ha permesso di arrivare ad una soluzione extragiudiziale davanti al Tribunale di Milano. Per un caso in via di risoluzione, però, ve ne sono altri che rimangono. E manca una presa di posizione ufficiale e vincolante sia da parte dell’Ania che dell’Isvap: è la rinnovata denuncia dell’Asgi, che ha scritto nuovamente alla Commissione europea chiedendo che “ venga avviata una procedura di infrazione del diritto dell’Unione europea a carico della Repubblica Italiana in relazione alla questione delle tariffe differenziate per nazionalità dell’assicurato nelle polizze assicurative RCA”. |
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La liberalizzazione delle tariffe Rc auto si incrocia da sempre con la sicurezza stradale. Il collegamento è semplice: meno incidenti si fanno, meno costi ci sono per le compagnie assicurative che quindi possono applicare polizze più basse. Se il numero degli incidenti è alto, le compagnie sono costrette a scaricare i costi sugli automobilisti che sono anche responsabili della loro condotta alla guida.
Per non parlare del discorso sulle frodi che, soprattutto in alcune zone d’Italia, sono più che frequenti. Invece che andare a favore dell’utente che pensa di recuperare soldi dalla compagnia, va a sfavore di tutti gli automobilisti perché alla fine sono loro a pagare.
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L’Isvap pubblica online l’elenco completo delle compagnie assicurative abusive presenti in Italia. Il loro numero è in netto aumento: ne sono state individuate 64 dal 2010 a oggi.
L’Istituto ha riscontrato diversi casi di commercializzazione di polizze contraffatte o emesse da imprese di assicurazione non autorizzate a operare in Italia: dal 2010, sono state individuate nel nostro Paese 64 compagnie fantasma o non abilitate a esercitare il ramo, contro le 52 dell’intero periodo 2002-2010.
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