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Un italiano su due rischia di perdere la possibilità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi il contributo per il Servizio Sanitario Nazionale incluso nei premi Rc auto. Su oltre 40 mila polizze emesse negli ultimi due mesi, più di 18 milioni di automobilisti potrebbero perdere la possibilità di avere sconti sul 730 a seguito dell’entrata in vigore della riforma del lavoro. È quanto scrive oggi il sito di comparazione Facile.it, per il quale con la modifica prevista dalla riforma, ora al vaglio del Senato, tutti i conducenti che pagano un premio assicurativo netto inferiore ai 381 euro non avranno alcun rimborso in fase di dichiarazione dei redditi. Ad essere più colpiti dalle modifiche, paradossalmente, saranno i guidatori migliori, quelli che pagano premi più bassi.Dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 51% degli italiani non potrà dunque ottenere detrazioni per quanto speso per l’assicurazione. Se la riforma del lavoro sarà approvata senza modifiche, per molti sarà esclusa la possibilità di ottenere il rimborso per il contributo al Servizio Sanitario Nazionale incluso nel premio RC Auto. |
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Gli avvisi bonari possono essere impugnati dal contribuente perché portano a sua conoscenza una pretesa impositiva compiuta: a stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, rovesciando quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, secondo cui suddetti avvisi non sarebbero stati atti impugnabili.
Gli avvisi bonari sono un semplice invito a fornire, in via preventiva, elementi chiarificatori delle anomalie riscontrate in sede di liquidazione automatizzata della dichiarazione ma secondo la Corte di Cassazione si possono impugnare tutti quegli atti dell'ente impositore che, con l'esplicazione delle concrete ragioni (fattuali e giuridiche) che li sorreggono, che portano comunque a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria.
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La nota II bis all’articolo 8 della Tariffa parte prima allegata al d.p.r. n. 131/1986, introdotta con l’art. 23, comma 2, d.l. 69/1989, ha equiparato la tassazione delle sentenze di usucapione a quella degli atti di trasferimento della proprietà. Il dubbio è, ma tale equiparazione è rilevante anche ai fini di godimento della c.d. «agevolazione prima casa»? Dubbio che l’Agenzia delle entrate, rifacendosi a recenti pronunce della Corte di Cassazione, ha sciolto con la risoluzione n. 25/E.
Le Entrate si collegano alla Corte di Cassazione la quale ha recentemente affermato che l’evoluzione della normativa sulle agevolazioni “prima casa” ha comportato delle modifiche in termini di «requisiti soggettivi e oggettivi e ai diritti oggetto del trasferimento guardando con favore anche agli acquisti della casa non conseguenti ad atti traslativi a titolo oneroso». |
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'' Pronto, è la Federcontribuenti? Chiamo da Firenze e vorrei denunciare un tentativo di usura nei miei confronti, l'usuraio è Equitalia''. Il cittadino in questione invia telematicamente alla Federcontribuenti una intimazione di pagamento a suo nome inviatagli da Equitalia. Non è un errore, né un fatto isolato, sono decine le segnalazioni in questo senso da tutta Italia. Il cittadino nel 2007 ha pagato in ritardo un tributo, questo ritardo ha prodotto nello stesso anno un debito pari a euro 4,21 che il contribuente o per dimenticanza o per altro non ha pagato. Oggi, a distanza di 5 anni, quei 4,21 euro diventano 418,19 e se non li paga entro 5 giorni scatterà, come gli preannuncia Equitalia, - l'esecuzione forzata – come ad esempio il fermo amministrativo dell'auto. |
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A precisarlo è la stessa Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 24/E, con cui estende agli altri atti portati alla registrazione il principio espresso nella circolare n. 26/E/2011 con riferimento alla registrazione dei contratti di locazione e di esercizio dell’opzione per la cedolare secca. In particolare, il principio, per cui non è ragionevole applicare tributi speciali ad adempimenti che scaturiscono da un obbligo di legge, assurge a regola di carattere generale, applicabile a tutti i tipi di atti, soprattutto quando l’attività svolta dall’ufficio si concretizza in una esecuzione della registrazione e non può inquadrarsi nell’ambito dei servizi offerti ai cittadini. |
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Nel 2012 il gettito delle principali tasse locali in capo alle famiglie italiane sfiorera' i 35 miliardi di euro. Ma ad impressionare ancor di piu' e' la variazione di crescita del gettito registrata negli ultimi 10 anni: +86,4%. Sempre nello stesso periodo di tempo, la crescita del carico fiscale locale su ciascuna famiglia italiana e' aumentata del 69,3%. A queste cifre e' giunta la CGIA di Mestre che ha analizzato il gettito delle principali imposte locali che ha gravato nell'ultimo decennio sui bilanci delle famiglie italiane. Le tre imposte prese in esame sono l'addizionale regionale Irpef, l'addizionale comunale Irpef e l'Ici/Imu. La CGIA stima che per l'anno in corso, in particolar modo per l'applicazione dell'Imu sulla prima casa e per l'aumento delle addizionali regionali Irpef, l'impennata sara' molto decisa: su ciascuna famiglia italiana pesera' un carico fiscale locale aggiuntivo medio pari a 575 euro, che alzera' la quota totale sino a toccare un valore medio di 1.390 euro. |
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Crolla ad aprile l’indice della Tax Compliance, che misura la fedeltà fiscale dei contribuenti, del 5,2% ed aumenta l’evasione fiscale del 3,6%. In Italia 4 italiani su 5 non capiscono perché si pagano le tasse.
E' questo il quadro che e' emerso dalla ricerca - presentata oggi a Napoli nel corso del Convegno “Evasione fiscale e pubblicità ingannevole” - effettuata da Krls Network of Business Ethics per ''Contribuenti.it Magazine'' dell'Associazione Contribuenti Italiani, che ha analizzando i dati sulla Tax Compliance rilevati da Lo Sportello del Contribuente nel periodo 2 aprile – 5 maggio 2012. In Italia, nell’ultimo mese la fedelta' fiscale dei contribuenti e' scesa di 5,2 punti passando da 16,5% a 11,3% a causa dei pochi e scarsi servizi che gli italiani ricevono in cambio delle molte tasse che pagano.
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