In genere o si aumentano i posti destinati alle strisce blu o le tariffe, non ambedue oppure si limita l’aumento solo ad alcune zone del centro storico.
L’aumento quasi contemporaneo delle tariffe per i parcheggi sulle strisce blu da 50 centesimi ad un euro (il 100%) e del biglietto dell’Autobus da 0,80 centesimi ad un euro, oltre a gravare notevolmente sulle economie delle famiglie che saranno costrette a pagare di più nel caso in cui decidano di spostarsi con la propria automobile, non incoraggerà certo l’uso dei mezzi pubblici.
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, l’aumento del biglietto dell’autobus e la contestuale riduzione del tempo di validità del biglietto stesso, che passa da 90 minuti a 75 minuti, inciderà in termini di costi sulle famiglie reggine che usano prevalentemente il mezzo pubblico per recarsi a scuola, al lavoro, ecc.
Una stangata economica che dovrà in parte sopperire alle minori entrate degli enti locali dopo i tagli dei fondi destinati ad essi dal Governo e che graverà prevalentemente sulle persone che utilizzano il mezzo pubblico e cioè lavoratrici e lavoratori con redditi bassi, pensionati, giovani e studenti, disoccupati, lavoratori stranieri, persone che non hanno la possibilità di utilizzare un mezzo proprio.
L’aumento del 100% inoltre delle tariffe per poter parcheggiare sulle strisce blu, con conseguente aggravio della sanzione in caso di violazione e di conseguente multa per chi trasgredisce, nonché le nuove aree di sosta a pagamento, rischiano di innescare un massiccio ricorso contro i verbali che saranno elevati dagli ausiliari del traffico, dopo la sentenza della Cassazione contro tali abusi, laddove non abbiano tenuto conto dell’obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui è vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento.
Secondo le stime effettuate dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, Presidente regionale dell’associazione, l’aumento per il parcheggio sulle strisce blu, inciderà in termini economici sui lavoratori, cittadini e familiari che devono quotidianamente raggiungere il centro città e trovare un posteggio “libero” è diventata ormai un’impresa, in circa 200 euro l’anno, mentre la lievitazione del costo del biglietto dell’autobus e la contemporanea riduzione del tempo di validità del biglietto stesso, costerà ad una famiglia media che utilizza il mezzo pubblico anche per il raggiungimento della scuola da parte dei figli, circa 180 euro in più l’anno rispetto a prima.
Aumento degli spazi a pagamento, dunque, senza che per gli automobilisti vi sia una reale alternativa, non solo relativamente alla sosta cosiddetta libera, ma soprattutto relativamente alla possibilità di non utilizzare l’automobile, usufruendo del mezzo pubblico.
Inoltre l’aumento delle tariffe, si tramuta in una ulteriore vessazione per gli automobilisti che sono già costretti a pagare una infinità di costi sull’auto, a partire dal bollo, dall’Iva e dalle tasse che incidono sul carburante, la revisione auto ogni due anni, costi di manutenzione, ecc. senza poter utilizzare i mezzi pubblici, gravati anch’essi dall’aumento dei costi e dai ben noti disagi nell’utilizzo degli stessi.

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